In questi giorni confusi

Momenti,in questi giorni,che invitano a riflessioni che addolciscono l’anima quando si decide di non aver paura. Momenti in cui ci si concentra sul qui e ora perchè la bellezza ci indica la strada,perchè la paura non deve prender parte nel futuro. Questo è il sentire di molti nel mondo,in tempi “confusi”.

Vi porto qui un bellissimo scritto di Marisa:

FB_IMG_1583514288560In questi giorni confusi e preoccupati, guardo con maggiore coinvolgimento il risveglio della Terra.
Mi emoziona, mi ridona fiducia, mi alza il cuore.
Questo e’ il periodo in cui le forze della terra sono attratte dalle stelle e la distanza con le tribolazioni della condizione umana è ancora piu’ vistosa.
Eppure la vita, la vita di ogni cosa e’ fluire, abbandonarsi e accettare che non esiste rifugio sicuro perche’ ci separerebbe dalla vita stessa e dal suo corso.

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E cosi come i teneri germogli si lanciano verso il cielo rischiando il ritorno del freddo, anche noi dovremmo semplicemente VIVERE, ricominciare a vivere come uomini e donne naturali, ritrovare la saggezza perduta ed esprimerla in ogni pensiero ed azione.
Io credo che tutto avvenga per noi, anche quando sembra esserci contro, anche quando sembra che non abbiamo nulla a che fare con quel che accade o che sia opera di altri.
Cosi facendo perdiamo il centro, la saggezza naturale ed eterna, l’unico vero rifugio su cui contare e in cui trovare perennemente conforto. (Testo e foto Marisa Pezzini)

* La Terra è un essere vivente…Tutto il pianeta è un superorganismo e noi ne siamo le cellule!

Condivido questo bellissimo e profondo scritto e il mio commento:
“Circa vent’anni fa presi coscienza di tutto ciò che è scritto su. Portando il messaggio e cercando di comunicare nel mio stretto giro di conoscenze e amicizie,quanto avevo compreso sulla Veritá, mi resi conto quanto poco o niente i molti realizzavano,di quanto poco o niente osservavano e sentivano dentro di sè. Capii presto che dovevo approfondire e confrontarmi solo su testi di filosofi e antiche scritture.I vecchi saggi,le antiche civiltá,gli indiani sapevano,mentre i miei coetanei ignoravano:era quasi impossibile parlare di cellule intelligenti(e non si intende lo studio) che sanno in modo naturale cosa fare,cellule nel micro e nel macromondo,cellule in tutto e nel Tutto che si muovono,vibrano,si inglobano e danno vita,grazie a una sola energia intelligente di cui non si sa nulla ma la chiamiamo e gli parliamo nominandola Dio.(immaginandolo ancora da buoni trogloditi,come un anziano e onnipotente umano) Chissá se Dio si chiede: “ahò ma per chi mi prende sto/a qua”.
Ora noto che sono molti a parlarne e ad aver preso coscienza e questo mi dá gran gioia per noi,per Gaia e l’universo intero e infinito.
Grazie un bellissimo scritto che condivido.”

Laurin42

Soffiava una lieve brezza e nel cielo screziato splendeva un sole brillante. Sembrava mattina tardi. Il terreno sotto i piedi era verde e su un lato si vedevano filari fitti di alberi che facevano pensare a un frutteto. Dalla parte opposta si scorgeva in lontananza la spiaggia.

Non so se ci crederete ma sono io Gaia… – disse Bliss – sì io. E la terra. E quegli alberi. E quel coniglio tra l’erba laggiù. E l’uomo che si intravede tra gli alberi. L’intero pianeta e tutto quanto c’è sopra è Gaia. Siamo individui, siamo organismi separati, ma condividiamo tutti una coscienza globale. La materia inorganica del pianeta è meno di tutti partecipe di questa coscienza e gli esseri umani ne sono partecipi più di tutti. Ma ognuno contribuisce all’insieme.

Questo mondo si governa da solo. Quei meli crescono in filari regolari di comune accordo. Si riproducono solo quel tanto…

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Lo sguardo secondo AST

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A volte sai incrocio il tuo sguardo

ma non riesco mai a fermare il tempo

una questione di millenni o secondi

allora proseguo.

ma quello sguardo sembra ancorato alle prime luci dell’alba.

Assordante in quella foschia di miraggio

persiste

non sfugge

e poi la notte mi inghiotte

la casa vuota- gli alberi spogli-

l’alba si veste di un nuovo sguardo.

A volte sai è accecante

Ast Lovelli

Un racconto,un mio sogno

Pensando all’Australia, oggi ai primi posti nell’esportare carbone e gas naturale.C’è da riflettere sull’uso di queste materie altamente inquinanti. Urge trovare alternative, speriamo che nuove scoperte ci tirino fuori dai guai che l’umano ha causato e continua a causare al pianeta, ripropongo un mio racconto del febbraio 2018. Un  sogno che ha lasciato un appunto sul mio cuore.

DI TUTTO UN PO' ....UN PO' DI TUTTO

20171029_173240-1Anni fa feci un sogno che mi turbò parecchio,mi turbò tanto che appena sveglia, presi la penna e fermai su un foglio bianco una traccia di ciò che ricordavo:
“Due guerrieri su uno sfondo apocalittico,solo colori di fumo,di fuoco e di terra.2015-06-28 13.53.19.jpg
Un cielo con sfumature granato,qualche sottile scia arancio persa, nell’immenso sfondo.
Due guerrieri stanchi,sfiniti,reduci da chissà quali ardue battaglie
stanchi ma fieri e vittoriosi,fianco a fianco inginocchiandosi poggiavano, allungando le braccia, sulla polverosa terra il frutto della vittoria, il frutto della loro fatica:
Lui sui palmi aperti delle mani aveva una sfera di zolla di terra, satura di semi che simboleggiava Gaia nella sua splendente luce azzurrina.
Lei sui palmi aperti una sfera di zolla di terra più piccola ma ricca di semi che simboleggiava terriccio e humus.
Si prostravano umilmente e fieri alla Terra e al Divino intorno……offrendo il frutto di dure battaglie.”
Questo era in sogno,questo…

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Le lanterne cinesi

20200106_153948.jpgChissá quanti nasi all’insù a seguire con lo sguardo,sorridendo innocentemente e romanticamente,quelle lucine che allontanadosi pian pianino vanno a perdersi nel buio del cielo. Mi chiedo chissá,negli anni,quante lanterne cinesi sono andate ad aggiungersi alla moltitudine di rifiuti umani e chissá quante di queste sono state causa di incendi. Oggi al Parco Nord,poco distante dal mio orto tra i filari dei Gelsi ho fotografato il punto di arresto di una lampada cinese:probabilmente accesa in onore del nuovo anno(che idiozia) e finita su un albero. Che tristezza davvero,vedere questa realtá in questi giorni che si parla anche di vittime umane a causa del grande incendio che coinvolge da mesi il territorio australiano,dopo le innumerevoli morti di varie specie di fauna e flora,ora abbiamo anche vittime umane. Che tristezza mi viene nel cuore quando penso a quest’epoca di cambiamenti climatici causati dall’egoismo umano. Ma io dico: ma vogliamo noi umani smetterla di essere tanti Pinocchi? Vogliamo crescere e prenderci ognuno le proprie responsabilitá? Vogliamo farci due domande sulle conseguenze di ogni azione quotidiana? Gli studiosi la chiamano l’era dell’Antropocene,ossia quel periodo di autodistruzione iniziato subito dopo la rivoluzione industriale per l’egoismo umano.

Foto di Rosa Solito

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Alluce,Illice,Trillice,Pondolo e Mellino,ringraziano

20191215_161005-1.jpgOggi grazie a un commento di Amleta qui sul blog che mi ha portato a riflettere sulle vittime nel futuro del mondo cibernetico vi segnalo un metodo preventivo. Credo che la tecnologia davvero porta l’umano a dimenticarsi di se,quindi mi raccomando restate centrati,usate la tecnologia ma  contemporaneamente anche il reale.

Vi dico questo perchè mentre sto scrivendo  sto allenando le mie dita dei piedi,oh…..va che ti vedo che ridi,ti spiego:

Qualche mese fa,in estate,ho avuto un leggero dolore al piede sinistro con leggero gonfiore su tutta la fascia superiore che si trova subito alla base delle dita del piede. La cosa ovviamente ha spostato giornalmente la mia attenzione e concentrazione su questa parte del corpo importantissima nella sua funzione di sostegno e mobilitá e a cui la maggior parte di noi non bada.

Mentre osservavo le dita del piede interrogandomi su cosa o quale fosse la causa scatenante del problema,giocando un po’ a roteare le caviglie e poi ad allargare e chiudere le dita per analizzare l’elasticitá di tutte le articolazioni del piede,ODDIO,le dita non si distanziavano più di qualche millimetro nel piede sinistro e di poco più nel piede destro. Ancora un po’ e mi cascavano anche le mascelle nel realizzare che spesso si tiene elastico e tonico il corpo facendo ogni tanto degli esercizi ma non si tiene mai conto dei piedi e delle articolazioni che li compongono. Per due o tre giorni dedicai tempo ad allargare e chiudere le dita fino alla nausea,fino a quando non vidi il miglioramento e la ripresa dell’elasticitá. Ora porto a voi questa testimonianza e vi dico che Alluce,Illice,Trillice,Pondolo e Mellino ringraziano.

Un abbraccio

Rosa e nella foto i protagonisti

MADRE

20190120_124953Madre

nel cuore resta tanta amarezza

non ricordo sorrisi

sguardi complici

ne carezze di conforto

o tenerezza.

Madre

hai sofferto

non ti hanno riconosciuto

il diritto di essere nata donna

non lo hai riconosciuto neppure tu

non lo hai protetto o preteso.

Madre

non mi hai protetto

non hai riconosciuto il mio diritto

di esser nata donna

mi resta l’amarezza

del vederti ancora usata

Madre

ho compreso la tua sofferenza

la tua paura

la tua sottomissione

il tuo diritto al “niente”

ho compreso e ti porto

con tenerezza nel cuore.

Madre

però ti prego

non giudicare la mia ribellione

il mio diritto di esser nata donna

il mio diritto di dire: “no! Tu uomo non decidi ne scegli per me”

io voglio vivere

io voglio scegliere

io voglio pensare

io sono libera.

Madre

io sono mia

Novembre 2019,testo e foto Rosa Solito

(quanta ignoranza comportamentale ancora tra uomini e donne)

GEV

20191107_203136.jpgForse neanche incatenandomi riuscirei a rendere la mia vita piatta

Forse,sicuramente….è che non mi piace metter la ciabatta

Forse è che mi rendo conto che c’è poco tempo,anzi non c’è più tempo

Forse è che so che ce la faremo a sensibilizzare più persone nel frattempo

Forse  è non umano non prendersi cura della biodiversitá e del concetto di poco tempo

Studio e mi preparo,è impegnativo e non è un passatempo

Forse se supererò il duro esame a gennaio, sarò una GEV (Guardia Ecologica Volontaria) del Parco Nord

Nella foto Oxy.gen il sito dove si tengono le lezioni

 

Ti abbraccio equinozio d’autunno

 

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Dietro il vetro bagnato
il mattino é tornato
oggi dimentico me
oggi ricordo te
osservo le vive case là fuori
gli infissi s’aprono come bocche sbadiglianti
sai,si chinano anche i fiori
sono bersaglio di gocce pesanti
non c’é molta luce intorno
l’anima si fa sentire
e la pioggia scrosciante
copre i rumori
cambia anche i colori
sono giochi di_versi….(tu sai)
stesi su pagine bianche nello stesso tuo istante.
Sincronicitá.
Nello stesso spazio divino
complici di una pioggia scrosciante…….
costante……..
Rosa Solito
21/09/2019. (per l’equinozio d’autunno)

In foto la mia superba pianta di Altea