Cuore pellegrino

20190120_124953.jpgCuore pellegrino, cuore che gioisce attraverso il “sentire” nella natura…che sia il suono di una cascata,il canto degli uccellini felici,lo schiudersi al mattino delle margherite,l’umida e nera terra dei campi ,i contorni i colori e i profumi dei fiori,le gocce….perfette…di rugiada sui loro petali,la risata di un bimbo,il bacio tra due innamorati,i sorrisi che s’incrociano tra i passanti,il suono gentile di una voce,gli occhi belli e trasparenti di un’anziano/a,una poesia gettata lì all’istante.
Cuore pellegrino……
Testo e fito Rosa Solito20190120_122640-1.jpg

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La Natura di Laura Ester,una splendida riflessione e due meravigliose poesie. Questo è quanto oggi ho apprezzato con cuore e ve ne dono il “tocco” delicato come quello di una farfalla. Godiamo di queste giornate umide che portano nutrimento a una terra violentata e arsa dall’aviditá umana. L’acqua come gli altri Elementi è vita,senza l’equilibrio tra essi tutto muore.

“Un buongiorno affettuoso a tutti gli amici e alle amiche di fb di oggi 4 Aprile del 2019. cade giù al pioggia e la sua voce scrosciante sembra raccontare antiche storie. Avida ne beve la terra e le piccole piantine di insalata, di zucchine e di pomodorini appena piantate, anche sui balconi perchè non c’è niente da fare il mondo potrà ridursi ad un orribile marchingegno messo in moto da pulsanti di tutti i tipi ma nel cuore resteranno sempre le antiche radici. Amate la vostra umanità e se scoprite che un pò l’avete perduta per un eccesso di autodifesa per riassaporarne il dolce sapore che gratifica il cuore tornata a sorridere a chi ha bisogno del vostro sorriso: basterà non vedere in ogni estraneo un nemico o un rivale da abbattere e vincere ricominciamo giorno per giorno a fare questo cammino che ci consentirà solo di non diventare disumani.”

Le poesie di Laura Ester: “Fiume” (1981) “Ieri” (1985)
Nella prima poesie:”fiume” il poeta presagisce logicamente, senza saperlo, l’impoverimento e il malessere dtuttnatura sfruttata in maniera disumana, dall’egoismo degli uomini, infatti oggi se ci guardiamo intorno molti fiumi o comunque corsi d’acqua, sono stati inquinati dagli uomini che vi hanno versato dentro sostanze micidiali e hanno finito per uccidere i pesci. Il fiume, che al poeta ha sempre dato l’idea di una forza naturale possente, con il suo fragore e con il suo canto che, man mano scendeva a valle gli riempiva l’animo durante le passeggiate sui monti a cui, i suoi genitori l’avevano abituata: ” il fiume adesso ha sonno e dorme in fondo al mare”. Questo verso finale ci ricorda, tanti fiumi non più vigorosi, non più cantilenanti pieni di gioia ma, rigagnoli d’acqua che lasciano intravedere il letto sabbioso o ghiaioso. Il cuore del poeta soffre e vuole immaginare che il fiume sia sparito perchè sia andato “a piangere tra le braccia del mare”. Solo per questo, cari amici, la pioggia di questi giorni, rallegra il mio cuore pensando al fiume Po una volta cosi ricco di acque da cui, gli agricoltori traggono acqua per i loro campi, ridotto fino a pochi giorni fa talmente povero da vederne il fondo con tanti pesciolini morti. Nella seconda poesia: “ieri” del 1985, il poeta intravede ed avverte nello sguardo di un amico che le vuole bene, un amicizia colma di premure e di sincerità che, una volta, sapeva riscaldare il suo cuore ma, ora niente più sembra scuoterla poi, d’incanto, avverte dentro di se il brillare del suo affetto generoso e riprende il suo sorriso.

“Fiume”
Il fiume è sceso
a monte,
asciutta è la sua gola
e inaridito il cuore;
il fiume
era d’argento
e mormorio di fonte.
Il fiume
adesso ha sonno,
e morta è la sua voce.
Il fiume
era d’argento,
baluginante fiamma
nel buio della sera;
il fiume
aveva fiori,
giunchiglia e margherite,
mughetti e ciclamini
che il vento disperdeva
in fragole d’altura,
in brezze
in riva al mare,
in zefiri giocosi.
Il fiume
era il vocio
di donne a sciorinare,
di bimbi
intenti a fare.
Il fiume
era d’argento
e d’oro
la sua voce.
Il fiume
adesso ha sonno
e dorme
in fondo al mare.

“Ieri”
Ieri
mi parevi diverso
amico mio!
Cercavi di farmi capire
il tuo bene
combattendo le ombre
che folli ed insolenti
ghermivano i miei pensieri
divorando quei pochi palpiti.
Ieri
non eri tu
amico mio
ma la tua anima
che libera e liberata
mi donava rubini
strappati al seno
della madre generosa,
dolci grani
che mi scossero
della noia
e dell’arsura.

 

SEMI

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Oggi ho creato il “semenzaio” con i semi di Tithonia,Cosmee e Zinnie quelli nelle bustine che mi hanno affidato ad #unortoamilano.

Ho comprato un sacco da 45 l. di buona terra e ne ho messo un po’ in vasi e in alcune *vaschette di plastica(quelle che nei supermercati usano per mettere la frutta o la verdura)  poi vi ho messo i semini e li ho ricoperti con ancora un po’ di terra,ho bagnato con un po’ d’acqua e stop vediamo che spunta.

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Non ho però usato i semi che ci sono nella bustina verde con su scritto “semi in incognito” perchè ho avuto la sensazione che dovrò procurarmi un contenitore grande grande…….credo ci siano alcuni  semi di piante che avranno bisogno di più spazio………mmmmm…..

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Sono rimasta un po’ a osservare i semini sono davvero belli.

Ho riconosciuto i semini di Calendula,uno di Tithonia…forse qualcuno di pomodoro……..voi siete in grado di riconoscerne qualcuno? Mi piacerebbe sapere…….davvero…..anche per avere un’idea sul contenitore grande grande da usare……ma quanto grande?

*Vaschette di plastica. Voglio riprendere un attimo questo termine che a me ultimamente fa orrore. Vorrei portare a far riflettere un po’ tutti sul riutilizzo di questo oggetto: è importante riutilizzarlo come contenitore per metterci altre cose e nel caso venisse usato come semenzaio, mi raccomando, quando non servirá più bisognerá lavarlo per poi gettarlo nel sacco giallo( a Milano quello per la raccolta della plastica)

 

Tutto inizia da un sogno……un sogno per #unortoamilano

Tutto è cominciato per via di un sogno: qualche settimana fa,visto le belle giornate,ho interrato in un vasetto e in una vaschetta dei semi di Anemoni da me acquistati in qualche fiera l’anno scorso perchè avevo voglia di abbellire il terrazzo con i colori degli anemoni. 20190228_103702-1Vi spiego meglio,pochi giorni fa mi arriva un messaggio di Raffaela, un suo sogno che non starò qui a raccontare ma vi chiedo di  concentrarvi sull’oggetto del sogno e su la casualitá che gioca con l’oggetto:una piantina l’oggetto del sogno e una mia piantina l’oggetto della casualitá……..intrigante no? Dunque tornando al messaggio è successo che nel momento immediato in cui ho finito di leggerlo il mio sguardo casualmente ha puntato diritto alla mia piantina,quella più rigogliosa, di Anemone(guarda te la sincronicitá)nessuna riflessione al momento solo un sorriso mentre apprezzo la bellezza dei teneri ed allungati germogli degli Anemoni dicendogli “caspita che fretta di crescere avete”.

Poi in un lampo la riflessione che ha collegato le due cose: la piantina del sogno di Raffaela e la mia tenera piantina di Anemone.Era lampante la piantina andava  affidata a Raffaela…. è la sua piantina! il bello è che avevo detto a Ciboprossimo che appena possibile avrei portato e donato la piantina per il progetto di un #unortoamilano(chi ha letto Jung ha capito certamente il filo del discorso…..il mio delirio😏)

La cosa più intrigante in assoluto è che Raffaela e Ciboprossimo sono parte attiva del progetto #unortoamilano,quindi sabato mattina ho deciso di portare  la piantina in Cascina Linterno dove si trova #unortoamilano e farla interrare perchè le radici cominciavano ad uscire, attraverso i buchetti,dalla base del vasetto.

Sabato,ieri, la giornata era bellissima quindi ho preso bicicletta e piantina e son partita per la consegna.

Ad #unortoamilano era mattina di semina,io come Cappuccetto Rosso lungo il percorso me la son presa comoda e sono arrivata un po’ tardi,Raffaela era giá andata via e dopo essermi presentata al gruppo di #unortoamilano e spiegato della piantina,Giulia mi ha indicato “la prosa” da loro preparata per accogliere le piante da fiore. “Prosa”viene definito quello spazio di terra, in pratica delle striscie di terreno, lavorato per essere seminato.

Paletta alla mano l’ho affondata nel terriccio morbido e con  movimento semicircolare del polso ho creato il giusto spazio per accogliere la piccola zolla di terra dell’Anemone,capovolgendo il vasetto e picchiettandolo delicatamente la piantina è scivolata fuori con facilitá, è stato bellissimo,quasi magico,osservare le radici che con i raggi del sole parevano d’oro,ho infine schiacciato delicatamente la terra intorno alla piantina per darle stabilitá. In pochi minuti  ha trovato posto  nella sua casa.

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Ciboprossimo mi  ha suggerito di scrivere in merito un articolo,detto e fatto e mi ha consegnato dei semi che avevo richiesto,ne restituirò le piantine nate per contribuire alla sopravvivenza della specie.

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anemone-coronaria-caen1.jpg(La foto degli anemoni è presa dal Web)

Ogni fiore ha una sua simbologia

L’ Anemone rappresenta la maliconia di un amore,in questo caso credo si tratti della malinconia dell’amore per la terra,la terra sana,fertile,la terra che rappresenta il mondo rurale,il duro lavoro del contadino che collabora con i cinque elementi,con la Luna e con il Sole……si credo si tratti della malinconia che richiama ad un ritorno alle origini,all’amata terra sana,pura,non quella che muore con gli OGM,gli Ibridi e i veleni ma quella che profuma,quella che lascia l’odore sui capelli e sulle mani,quella dei lombrichi e delle “monachelle”. Spero che saranno Anemoni bianchi,non so quale sará il colore. Spero sia di buon augurio per un futuro più green e naturale possibile,una mascotte ❤

Oggi Raffaela mi ha mandato la foto qui sotto,la piantina di Anemone ad #unortoamilano….un sogno realizzato

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L’Anemone de Caen cresce a fiore singolo,è una pianta perenne. Predilige il clima primaverile,l’esposizione ideale è in pieno sole o a mezz’ombra. Fiorisce in aprile-giugno,la pianta raggiunge un’altezza di 15/30 centimetri. Sono tornata a casa con una busta di semi di fiori che mi avevano preparato,dovrò prendermene cura e riportare a #unortoamilano,quando saranno cresciute,le piantine,una seed saver profana………..coinvolgente no?

E voi……voi…..volete qualche semino?

Fiori

miriadi di colori

inspiro profumi

a volte dolci

a volte troppo inebrianti

Assurgere l’essenza

cogliere la purezza

ognuno un piccolo mondo di delicatezza

di forma perfetta

simbolo di esistenza da cui indigere l’essenza

nel vento che spira morbido  accarezzando ogni corolla  che porta l’odore di ogni effimero  fiore

…..ed espirando,sospirando…..gioco e vivo nel respiro

Foto, testo e poesia Rosa Solito

Censimento green su un terrazzo di Milano

Parlo,anzi scrivo del mio terrazzo, che non può certo competere con  alcuni terrazzoni di Milano,molti dei quali lussuosi su piani alti,soleggiati e spaziosi. Il mio è esposto a Nord,vi è un angolo dove il Sole può allungare al massimo i suo raggi ma proprio non ci arriva a metterci il naso,potrei farvi crescere del muschio tranquillamente(non ci ho mai pensato,devo appuntarmelo). Dunque,dicevo un terrazzo tutto a Nord che si congiunge ad angolo con il balcone stretto e lungo che affaccia sulla parte ad Owest dello stabile,un terrazzo di Milano dove il panorama non c’è,nascosto dal cemento degli edifici costruiti intorno nel tempo,che sta al primo piano  di uno stabile civile interno.Guardando in alto posso godere della vista di un piccolo fazzoletto di Cielo dove a secondo delle stagioni posso ammirare “Il Grande Carro” oppure “La Cintura di Orione” e la Luna. Il Sole in inverno vi fa capolino per un’oretta,a volte anche meno e in piena estate circa due/tre ore.Un terrazzo,insomma,che non si penserebbe adatto ad accogliere  piante e invece non è cosí,negli anni ho allenato il mio pollice verde,seminato,messo a dimora e coltivato parecchi semi,piante,alberelli,davvero “tanta roba” come usano dire oggi i ragazzi. D’inverno non le annaffio quasi mai e d’estate ho notato che le foglie fanno sempre più fatica a tollerare il sole diventato ormai troppo cocente,nonostante io le bagni spesso,solo le piante grasse lo tollerano bene,ormai è evidente il veloce cambiamento climatico.Mi son resa conto che è ora di fare un “censimento geen” per non perdermi,per non dimenticarmi di tutte le specie di piante che convivono in vasi, in questo spazio verde che si è creato nel tempo. Ho fatto foto,segnato i nomi ma ad un certo punto mi sono resa conto che sono davvero tante,molte son piante grasse, quindi non metterò le foto di tutte ma metterò in fondo all’articolo l’elenco completo  dei nomi di tutte le piante,sono andata a fare una ricerca in Internet perchè di alcune non  conoscevo il nome. Sto pensando di fare talee dalle piante più grosse e metter su…. non so,una sorta di bancarella,chissá se troverò un posto che mi ospiterá,magari in qualche cascina nei dintorni.Alcune  le donerò,se le gradiranno per il progetto di #unortoamilano. Ricordate vero? vi avevo parlato poco tempo fa del progetto di Mauro Veca Apicoltore e di Ciboprossimo. Il progetto è partito,si stanno organizzando per la semina.

Bene, ecco le mie creature:

La più “anziana” avevo circa 25 anni quando mia zia l’ha regalata a mia madre e me la sono portata dietro quando ho lasciato la casa dei miei……non ne conosco ancora il nome,su Internet non la trovo eppure è una pianta comune,ha circa 33 anni❤

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Saranno ANEMONI

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CICLAMINO

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AGLIO è la prima volta che ci provo. Un paio di mesi fa avevo degli spicchi d’aglio in frigorifero,acquistati dal contadino,uno spicchio aveva radicato in un angolino su un rigagnolo di umiditá…….pensate un po’ la forza della vita,la legge del riprodursi forza innata della Natura.

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MANDARINO CINESE,PRUNO GIALLO DI TRAVO,CRISANTEMO

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GELSOMINO

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ALOE ARBORESCENS,PURPLE HEART SETCREASEA PURPUREA

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CACTUS

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CROCUS

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LIMONE

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Gerbere

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PHITOPHILIA (23 anni di pianta😌)

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NESPOLO,YUCCA GLORIOSA(credo)

 

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BELLE DI NOTTE

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FEROCACTUS

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ORTENSIA

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MANDEVILLA SPLENDES

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ROSA ANTICA

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MALVONE

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ROSELLINA TEA

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OLEANDRO

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Cacto coda di topo,Impathiens(fa parte dei fiori di Bach),il garofano dei poeti,fiore Ferocactus

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AVOCADO (in inverno protetto)

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OPUNTIA qui in foto era a Moneglia,pronta per seguirmi a Milano. Ora sta benone accasata sul terrazzo.

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MELO ANURCA

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TAGETE(questo è quello dell’anno scorso,ne ho tenuto i semi per produrre nuove piante anche quest’anno)

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PRIMULE (nuove arrivate)

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PALMA NANA

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KALANCHOE

20180527_102310.jpgquanti colori e quanta vita si può ammirare su un terrazzo di cittá,non scoraggiatevi se il vostro vi sembra non idoneo ad accogliere piante,fatelo comunque le piante si adattano voi sorridetegli e nutritele,nient’altro di più. Come ho scritto su ce ne sono ancora molte altre,elenco qui sotto i nomi:

Basilico,rosmarino,Crassuola o albero di giada,Turbinicarpus,Haworthia,Delosperma cooperi,Rosas de Pedra,Sedum Palmeri,Peperoncini vari,Alicanto,Ficus Benjamin,Palma gigante,pianta dell’amicizia(le ultime nei mesi invernali le sposto all’interno).

Sembra impossibile cosí tante piante su un terrazzo cittadino con poco spazio e poco sole,è importante crederci,avere tenacia,non serve la troppa cura che al contrario come l’amore quando è troppo soffoca. Vi lascio con una poesia di Ast Lovelli molto profonda,che fa riflettere e che ci fa volgere verso la resilenza come ultimo atto d’amore,di speranza.

“Sfiorendo il firmamento
l’amore e le stelle sbiadiranno
come lumi dispersi di un mondo doloroso
La luna verrà giù
e quel po’ di cielo che la notte
sfoga sui fiori dei peschi
Sarà color malva
Dolce e remoto negli occhi”

AST LOVELLI

UMILTÁ

20180814_211600-1Che sará mai l’umiltá, la parola umiltá ha molte sfaccettature,credo che a volte la si creda o si da per scontato che equivalga a povertá,vi spiego:

mi son resa conto che la mia umiltá è uno strumento importante per la mia felicitá. La mia umiltá è uno stato d’essere che non crea antagonismo,è quello stato d’essere che usa come altare la Natura e si commuove davanti a un tramonto o il canto di un passero,è quello stato d’essere che “sente” la sofferenza di chi la vive,uno stato d’essere che sta con il ricco e con il povero perchè sa che non fa la differenza,la mia umiltá è impalpabile,non è visibile ma sempre presente e credo vada a braccetto con la felicitá,la mia umiltá mi è cara ed è quello stato d’essere, unico, che mi “addomestica”,in cui mi sento aquietare il cuore.Credo che la povertá e la ricchezza dovrebbero conoscere l’umiltá,gioverebbe a loro prenderla a braccetto. Grazie ALMERIGHI per avermi ispirato😊

(Foto e testo Rosa Solito)

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No. Non siamo Dei

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(foto presa dal Web)
“Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae;
bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma,
at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto.
[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]

Mai come adesso questi versi di Virgilio sono tragicamente attuali.
Ricevo e giro ai (temo) pochi che penso li condividano.

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HO RICEVUTO QUESTO MESSAGGIO DA UN’AMICA……La prima sensazione che ho avuto è di dirmi che non siamo Dei….no, non siamo cosí potenti per risolvere ciò che da sempre è,NON SIAMO DEI.

La mia risposta:

L’avevo giá letto su FB. Cris, io non voglio farmi trascinare da queste cose,queste emozioni che devastano,in realtá c’è tanta gente ovunque che ha bisogno di aiuto. Abbiamo molti anziani abbandonati per strada e nelle loro abitazioni che avrebbero bisogno di assistenza economica ma molto spesso psicologica e non interessa a nessuno,la propaganda sui profughi non accolti sta creando odio e io credo sia un “cavallo di troia”. Non me la sento di prendere parte a nessun gioco politico. I profughi che abbiamo qui,quelli che sono fuggiti dai centri di accoglienza sono tanti,sono in strada a spacciare e rubare perchè è facile cosí avere il denaro. Nessun rispetto per la donna e spesso violentano……siamo tutti umani vero ma quanti hanno rispetto per il prossimo? Credo sia meglio per me non farmi troppo prendere emotivamente. Abbiamo bisogno del cattivo e del buono ognuno ha il libero arbitro e se qualche barcone affonda o qualche treno deraglia o uno Tsunami devasta mentre da qualche altra parte ci sono famiglie ricche o povere che gioiscono per la nacita di una nuova vita è perchè cosí deve essere……io desidero restare sul mio karma con la speranza che ad ognuno possa essere sollevata la sofferenza se questa è la strada che devono affrontare e a chi porta sofferenza credendosi nel giusto, auguro gli si apra uno scorcio di luce e veritá,affinchè agisca per un buon fine……….chissá quale è il giusto agire,credo sia utopia……….è sempre la stessa energia che si fa girare da secoli e secoli. Abbiamo parlato tante volte di queste cose amica mia………

La mezzaNotte

IMG_20170528_160042La mezzanotte

il momento in cui la notte sta per aprire la porta a un nuovo giorno

il momento in cui il buio e il silenzio  regnano sovrani,fuori e dentro casa

il momento in cui accetto il buio fuori e dentro me.

È il momento in cui stanca mi allungo nel letto tirando su la coperta fino al naso

Il momento in cui tiro le somme della giornata

il momento in cui la stanchezza è il prodotto del gran lavoro della vita

il momento in cui mi rendo conto del valore dell’esistenza,la mia,di ogni giorno.

È il momento in cui gli occhi osservano nel buio i contorni del giorno vissuto e so che in ogni istante ho dato una parte di me e ho ricevuto una parte di un tutto

il momento in cui so che la saccenza è morte,non ha luce ne buio solo pazzia.

È il momento in cui mi appartengo totalmente

il momento per sogni migliori della mente.                                           Il momento dell’abbraccio accogliente del caro Morfeo

Testo e foto Rosa Solito

Forse la felicitá è dell’umile gente

Una bellissima riflessione e poesia di Laura Ester

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Le poesie di Laura Ester: “Forse, la felicità è… ” (06/01/19)

Dopo tanto tempo, domenica pomeriggio, nel mio angoletto del silenzio e della riflessione, cominciai a pensare a quella che era stata, fin ora la mia vita e, ancor di più, a quella che è diventata oggi. Mi sono domandata se l’apparente progresso in cui i più superficiali, ancora credono, se non sia stato, invece, un potente strumento per privare l’umanità della sua vera natura e dei grandi doni che, già possiede, alla nascita come la spiritualità, l’intelligenza ed un meraviglioso corpo, quasi sempre, perfetto che non avrebbe bisogno di diventare, come è avvenuto, oggi, un triste manichino per mettere in mostra l’ultima merce arrivata. Certo che una maggiore scolarizzazione farebbe veramente bene non solo al popolo italiano ma anche a tutte le genti della terra; bisognerebbe obbligare la frequentazione delle scuole fino al conseguimento di un diploma di scuola superiore perchè, la cultura chechè se ne dica, amplia gli orizzonti e rende più facile la maturazione di una personalità cosciente e quindi, capace di una critica personale e soprattutto, di un autocritica efficiente, qualità sempre più rare (non centrano ne l’eccessivo nozionismo fine a se stesso ne l’eccessivo apprendimento tecnologico quando è finalizzato solo alla realizzazione di forti guadagni, senza tener conto di ciò che si toglie all’uomo). Fatto questo preambolo che sarà un poco, il mio tema ricorrente di quest’anno, su cui io tornerò spesso ma che vorrei diventasse anche la vostra metà da perseguire, diffondendola tra la gente con cui venite a contatto tra i parenti e gli amici. Per vincere le guerre bisogna essere tutti uniti.

Tornando alla poesia, il poeta che, fino ad ieri, sentiva battere nel suo petto un cuore bambino che, gli aveva consentito una vita ricca di emozioni e di pulsioni da cui, sono nate, tutte le sue poesie nonchè la sua ricchezza interiore e il suo desiderio di apprendimento che, ancora oggi è molto forte, sente, dentro di se un profondo bisogno di capire e di chiarire a se stesso, qual’è la sua condizione di oggi  e che cosa è rimasta di tanta gioia di vivere, di tanta fede nell’uomo, di tanta speranza di un futuro a portatore di progresso culturale di tutta la gente del globo. La poesia risponde a tutte queste domande: la forza dell’amore  ossia, la capacità di guardare agli esseri umani con profonda empatia, è fortemente indebolita, il desiderio di trasformare la vita in magia altrettanto; la vita, considerata un meraviglioso viaggio, ormai, è quasi finito nell’anima del poeta, e intatto ancora l’amore per il mare che ancora lo cattura, lo sa amare e consolare anche se “gli orizzonti infiniti in cui credeva ora, sono una finzione” in cui, il poeta finge di credere. L’amore a cui ha dedicato, quasi tutta la sua vita quando è stato vero travolgimento di corpo, anima e pensiero, l’ha resa schiava e quindi, incapace di essere se stessa; anche la forza dei sentimenti che l’avevano fatta volare veramente tra le stelle, che considerava indispensabili, ora le appaiono inutili e lo stesso pensiero che vuole sempre indagare, approfondire, andare oltre il consentito, è diventato per lei un tormento di cui si libererebbe volentieri per dormire un pò di più poichè, l’insonnia le toglie ogni forza vitale. In poche parole, il poeta, si rende conto che tanta vita vissuta, non è il percorso che hanno seguito le masse per cui, il suo sogno di amore potente che, gli aveva fatto predire un futuro di fratellanza, pace e benessere universale, è ancora molto lontano e forse, persino irraggiungibile. Egli, però sa ritrovare sotto le ceneri, il suo cuore bambino che è rimasto tale e che gli ha regalato ora può dirlo, gli anni più felici della sua vita quando, libero da conformismo, da punti di riferimento e da affannosa sensazione del tempo che, gli sfugge era riuscita a realizzare  quella se stessa  in cui, già si ravvedeva il nascere  “della sua poesia” poichè, il suo modo di vivere era sempre autentico e personalissimo. Quello per cui l’autrice si spenderebbe ancora tanto donandosi a piene mani sarebbe la nascita di una profonda e intensa amicizia: il sentimento che forse anche più dell’amore le ha consentito di realizzare un sentimento indistruttibile. 

“Forse, la felicità è…”

Niente più t’innamora

allo sguardo non c’è più magia

finito il meraviglioso viaggio

solo il mare è il tuo infinito

a cavalcare onde

in cerca d’ineffabili orizzonti.

Ti inquieta il pensiero

e ti deruba il sonno

anche l’amore ti fece schiava

ora i sentimenti ti paiono illusioni.

Vorresti tornare bambina

a vivere d’innocenza

senza contare il tempo

ne avere punti di riferimento.

Forse la felicità è

dell’umile gente…(Laura Ester)