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Braies,il lago

(foto e testo di Rosa Solito)20170804_123204.jpgIl lago di Braies è un lago alpino,  15 giorni fa mentre eravamo in Trentino Alto Adige  abbiamo percorso a piedi il sentiero che gli gira intorno per 3,5 kilometri. Si trova nel comune di Braies a 1496 metri sul livello del mare,nel parco naturale di Fanes-Senes-Braies e intorno si scorgono le vette delle Dolomiti. Il colore del lago quel giorno cambiava spesso di colore,probabilmente le artefici di queste splendide sfumature cromatiche erano piccole e candide nuvolette che si muovevano velocemente in un cielo azzurro,varie tonalità tra il verde smeraldo e il turchino davano in piccoli angoli sentore di paradiso,e non c’è verso,ci si droga di bellezza in quei momenti. Ero in una realtà?in un sogno?in una leggenda?……ebbene ero in tutto questo e il cuore al ricordo si fa sentire,batte più velocemente. 20170804_152613.jpgPercorrendo il lungo sentiero e a tappe facendo il bagno,gelato ma fa niente impossibile resistere al richiamo,godevamo di un panorama imponente,rude,selvaggio e dolce….e così mi sentivo io. Mi sono documentata c’è anche una leggenda molto bella sul lago di Braies,la trovate se andate a cercarla in rete,parla del regno sotterraneo dei Fanes……e non ci crederete ma a me è parso di sentirli e nella foto sotto era proprio quel momento.20170804_123507.jpg

L’anfiteatro dei bonghi milanesi

20170815_180922-1.jpgMi sono commossa, oggi mi sono veramente commossa. Oggi per ferragosto non avevamo programmato nulla, nel pomeriggio sul tardi io e mio figlio abbiamo deciso di andare a vedere cosa si proponeva in Triennale.Tornando a casa poi abbiamo deciso di passare attraverso il Parco Sempione, siamo stati attirati dal suono dei Bonghi e mentre proseguivamo in direzione di essi raccontavo a mio figlio di quando avevo più o meno la sua età,16 anni, e spesso mi recavo al Parco Sempione a fare un giro: quando per esempio si scioperava a scuola o si bigiava in gruppo e andavamo a sederci sul prato immenso davanti al Castello Sforzesco ad ascoltare i ragazzi che suonavano i Bonghi, mi piaceva  tanto recarmi anche da sola, abitavo con la mia famiglia nei dintorni.20170815_181007-1

“Non ci posso credere, loro ci sono ancora!!!!”  ho quasi urlato a mio figlio quando li ho visti, mi sono commossa: ancora i “ragazzi africani” usano andare a suonare lì i Bonghi. Grande era anche la meraviglia sul volto di mio figlio, ” ti va se ci sediamo un po’ sul prato ad ascoltare ?” gli ho chiesto e ci siamo seduti ad ascoltare per un’oretta quel ritmo magico che entra nelle vene, nel sangue e risale su per la spina dorsale facendo scuotere infine le spalle. Piaceva molto anche a mio figlio e a molti seduti intorno, è stato veramente commovente……tornerò a cercarli all’anfiteatro dei Bonghi milanesi

Donna con la D

athens-1911113_640foto presa dal web: Minerva

Donne con la D,mi chiedo, si nasce o si diventa?……..io credo che il tempo e le esperienze di vita danno a tutte le donne la possibilità di crescere. La strada è ardua,bisogna credere fortemente in se stesse e amarsi,avere cura e stima della propria anima. Non permettere a nessuno di spegnerla,ti dico non spegnere quella lucina che brilla e vibra in te……….

Donna con la D si diventa nel momento in cui ami essere e sentirti donna e ami e comprendi tutte le altre donne e le loro fatiche per difendere e mantenere la loro dignità,è così che ti scoprirai Dea e tu saprai d’esserlo…..senza il bisogno di fartelo dire e diventare vittima.

L’unica…..la sola

Mi piace ogni tanto rubare ad Ast,ovviamente dietro suo consenso e dare modo anche a voi di leggerlo

L’unica
La sola
La cosa che ricordo bene di un viaggio insieme, di un volo … a volte.
Si confonde nella mia mente come un dentro e fuori, come un favo di api.
Un grande grande fermento, una grande certezza mielosa, e una specie di ruggito della natura .

E ancora unica.
La sola.
I colori ed i profumi, stravaganti.
Gli occhi chiusi poi sorridenti, il sorriso che entra nelle palpebre, nelle iridi, nelle venuzze del bulbo oculare, in quel rossore, nel bruciore.
Che si placa soltanto nelle lacrime.
Che si asciugano con il sole, questo sole impietoso e con il tirare su con il naso . E tralascio di sembrare ammodo, generoso, educato, rispettoso.
Divento acido, marcio, come un limone dal quale hanno spremuto tutto.

Il succo.
Il sole.
Il colore.
Il profumo.

Rimane solo il marcio non ammodo, non rispettoso, educato.
Ma educato non lo sono mai stato.
Non hai saputo farlo.(AST LOVELLI)

 

Domani

dolomites-2435314__480In sintesi i miei ultimi due giorni dopo essere tornati da un giro sui colli Piacentini: valige svuotate,tutto lavato,valige riempite.Ora gambe all’aria appoggiate alla parete,smarphone alla mano e vi pongo la domanda: ma capita solo a noi donne di sentirsi stremate,felici e una punta masochiste prima di intraprendere un viaggio? Mah!!

Domani Trentino…….

Trentatré trentini

entrarono in Trento

tutti e trentatré

trotterellando

Ihihihihihih😄

(foto dal web: le Dolomiti)

il segno del Leone

LEONE

20170721_163429-1[471]
Dal 22 luglio ,il Sole entra nel segno del Leone. La stagione dei frutti maturi, del raccolto, del caldo/calore intenso, cosa possono avere in comune con il periodo stagionale i nati sotto il segno del Leone? Ovviamente la solarità, il calore umano,la generosità, la magnificenza(la natura ci offre i suoi frutti).I leoncini hanno anche una grande sicurezza di se, inoltre possiedono un’audacia che nasce dalla coscienza della propria forza(avete mai osservato il portamento di chi è nato sotto questo segno? sono imponenti, sicuri, affondano il loro sguardo nel vostro senza timore)Sono sempre ottimisti, a volte anche troppo e questo li porta un po’ a dare tutto per scontato trascurando l’idea che a volte cautelarsi non è dannoso.
Cari leoncini, direi che la natura vi ha donato tutti i mezzi per poter raggiungere i vostri obiettivi ma a volte è consigliato non sottovalutare le situazioni o gli avversari magari controllando un pochino il proprio Ego. Buon compleanno a tutti voi leoncini.

(testo e foto Rosa Solito)

 

 

 

L’unica rosa

20170717_164715-1La rosa è forte,dicono,quindi non  ho dato attenzioni a questa piantina solo un pochino d’acqua ogni tanto,l’ho un po’ ignorata perché si dice che è una pianta forte. Oggi il primo fiore e non è di maggio,ha generato un solo fiore,un unico e meraviglioso fiore,profumato e rosa su uno stelo allungato e leggermente arcuato. Qualche anno fa andavo a dare una mano in un orto urbano,Pasquale era la persona che giornalmente si prendeva cura dell’orto,un custode che con amore passava le sue giornate in quest’oasi verde metropolitana. Ogni volta che lo incontravo con gentilezza e massimo rispetto mi faceva dono di qualche prodotto dell’orto,di una delicatezza unica quell’uomo a cui per l’aspetto rozzo,rurale,forse anche senza studi,non si sarebbe dato nessun valore.”Mi piacciono le rose” gli dissi un giorno e lui mi fece dono di questa piantina prodotta da una talea…..”Ti fará fiori splendidi,ricorda di cambiare vaso ogni 2/3 anni”……..le ultime notizie di Pasquale furono che si trovava,dopo una profonda depressione in una casa di cura,la vita era sempre stata molto dura con lui. Da tempo non vado più all’orto urbano e non so più niente di lui. Le rose,leggo,danno una buona fioritura se vengono potate ogni anno, non me ne sono presa cura e non l’ho potata,l’ho pure lasciata ai vermi contenti di nutrirsi delle sue foglie,più avanti la poterò e lo farò ogni anno,non so neanche che tipo di rosa è,indagherò…….intanto un’altra lezione di vita appresa da questa rosa: a volte abbiamo davanti persone forti e si dà per scontato che non abbiano bisogno di niente ma un piccolo aiuto,un piccolo sostegno,una pacca sulla spalla dà a questa gente una marcia in più per compiere miracoli,perché a volte si tratta di grandi sforzi che miracoli sono……….spero che a Pasquale,se ancora è qui o altrove, arrivi ora questa carezza questo profumo di rosa che ora c’è per opera sua.20170717_164715-1-1

(foto e testo Rosa Solito)

Is my life

IMG_20170717_194016Is my life

Vi sono luoghi magici

spazi in cui l’anima si ritrova

luoghi in cui specchiarsi giova

Abbandonarsi in penombra

vicino alla fontana

una verde oasi nel mezzo

accoglie l’arcobaleno

tu anima mia

segui con curiosità

ogni spruzzo

vuoi saziarti di bellezza

di purezza

velata ormai

da questo mondo pazzo

Rosa Solito

La Pace……parliamo di Pace

20160721_133059-1Un paio d’anni fa, erano ancora i tempi in cui sentivo il dovere di controllare a distanza mio figlio e spesso andavo a sedermi su una panchina in compagnia di un bel libro nei giardini dove mio figlio si trovava con i suoi compagni e spesso giocavano a calcio, era bello vedere come il calcio mettesse in contatto ragazzi di varie etnie. Un giorno è arrivato un gruppetto di ragazzi di origine araba non avevano un modo di fare amichevole e guardavano male un ragazzino ucraino che giocava con gli altri a calcio. Il gruppetto ad un certo punto ha preso a lanciare sassi, non piccoli, al ragazzo ucraino e ovviamente tutti i ragazzi che giocavano a calcio diventavano probabili bersagli. Sto parlando di ragazzi tra i 14/16 anni, visto che le cose non si stavano mettendo bene sono intervenuta con molta autorevolezza, da loro non accolta bene e aggredita verbalmente ho continuato il colloquio altrettanto aggressivamente, sostenendo che potevo anche essere un pubblico ufficiale e volevo capire il perché stavano agendo in questo modo…….erano rancori…….stupidi rancori nati in ambito scolastico. Bene ho cominciato a farli ragionare sul tipo di comportamento nato in conseguenza di questi rancori, “dove porta il rancore? alla guerra” ho spiegato loro, continuando a dire: “e così poi si va avanti se non si chiarisce, facendosi la guerra a vita, voi siete scappati dalla guerra e ricominciate a farla qui”. Alla parole guerra, ad un ragazzo vennero gli occhi lucidi e arrancando l’italiano mi disse: “grazie, grazie signora ho capito cosa vuole dirmi”…..aveva riflettuto, aveva ascoltato con cuore. Ero soddisfatta avevano compreso e seppi poi continuando a dialogare che il ragazzo che si era commosso era l’artefice della spedizione: era stato offeso a scuola dal ragazzo ucraino e così gli dissi: “guarda hai pienamente ragione ad essere incazzatissimo, conosco bene l’ucraino so che è un tipo irascibile ma queste cose si risolvono parlando non lanciando sassi. Ti do un consiglio, chiama il tipo, prendilo da parte e senza paura raccontagli tutto, tutto quello che ti ha fatto arrabbiare,digli che sei incazzato con lui e vuoi delle spiegazioni per le offese che ti ha fatto, siete quasi uomini e dovete imparare a dialogare” e ho concluso: “ora me ne vado e tu fa un po’ come credi”. Mi allontanai e uscii dai giardini, in campo mio figlio continuava a giocare, decisi un quarto d’ora dopo di tornare ad osservare che tutto fosse a posto. Fui felice vidi l’arabo e l’ucraino seduti su una panchina a dialogare tranquillamente. Mio figlio continuava preso, la sua partita e il gruppetto “mercenario” che lanciava sassi era diventato un pubblico spettatore interessato………. in un breve lasso di tempo ho sentito intorno cambiare l’energia, ho visto i volti dei ragazzi tornare sereni, distesi non più corrucciati. Mio figlio tornando a casa mi disse :”mamma ti ho visto parlare a lungo con dei ragazzi, cosa volevano?”….”Mah……niente, si parlava” risposi.
“Che cosa strana oggi mamma, Fra’ (l’ucraino) ha smesso di giocare a calcio e si è seduto a parlare tutto il tempo con un ragazzo, uno della sua scuola”.
“Forse non aveva voglia di giocare a calcio”, risposi……
Oggi è d’uopo  parlare di Pace, far riflettere, intervenendo, scrivendo o parlandone è essenziale……….chi perde tempo più ormai con/tra i ragazzi? ma anche con gli adulti?
La Pace va coltivata in noi e poi portata agli altri. Parliamone

(foto e testo Rosa Solito)

L’innamoramento

20170709_113148.jpgVoglia di evadere…. devo farlo,quando mi prende(spesso)devo muovermi,uscire urgentemente anche senza meta,se te lo dicessi mi capiresti? A volte le mura di casa mi stanno strette e sento la necessità di raggiungere un’oasi verde qui in città parecchi sono i parchi e facilmente in bici li raggiungo,spesso vado al Parco Nord. Da piccola disegnavo cavalli con lunghe criniere,liberi di galoppare. Cavalli,creature eleganti e affascinanti,ho sempre avuto bisogno di sentirmi libera,di liberare l’energia in eccesso:correre in bici mi aiuta,correre e a volte rallentare per guardare la natura intorno è un’attività che mi rende felice:un cigno che riposa al sole,delle bimbe che giocano con getti freschi d’acqua,due ragazzi che che si divertono a inventare note con la chitarra…..Amo osservare il cielo in tutte le sue varianti,ieri da un azzurro slendente è passato ad un grigio minaccioso e la cosa mi ha fatto sorridere perché gli umori del cielo in fondo non sono poi tanto diversi dai nostri,mi sentivo innamorata non posso esprimermi diversamente….ero innamorata,sono innamorata del cielo e di tutto ciò che di Natura è e mi circonda. Tornando verso casa sono passata davanti a una fila di alberi di betulla,ci sono passata altre volte lí davanti e non ho mai notato sui loro tronchi gli occhi,”gli occhi delle betulle sui tronchi pensa tu”mi son detta…E’ una loro propria caratteristica,non lo sapevo…..sentirsi innamorata del Bello e stare lì ad osservare come in una favola……..è stato magico come in una favola. Forse bisogna entrare in quello stato di coscienza che è l’innamoramento per Gaia per sentirsi vivi,grati e innocenti e per vedere ciò che spesso non vediamo(foto e testo Rosa Solito)