Lo “sciacquettare” di Ast

20170907_184240-1.jpgTesto Ast Lovelli foto Rosa Solito

Semina i tuoi lunghi fili d’erba
su quella nuda dolcissima terra
e dammi l’ombra delle tue zolle
di giorni pieni
di sole e pigolii di uccelli.
Io sarò nel mio groppo di gola
a non saziarmi di queste delizie
a sciacquettare* in pozze d’amore
a dare anima a frecce, a lembi d’ardore
fin quando la luna si ricompone
fin quando il sole impalliderà nella luna.”
”””’ Note ”””

” sciacquettare ” è un compromesso poetico
Via di mezzo che comprende lo sguazzare e lo zampettare,
è un termine che non esiste in letteratura.
Ma il poeta, si sa, se ne frega :-))

Jam Ast Lovelli

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Figli

20180527_101359.jpgÈ quando il fiore più importante del tuo giardino chiama

è quando ha bisogno della tua presenza,del tuo sostegno che vivi  la notte e il giorno nella loro continuitá con una sensibilitá estenuante,senza riposo,senza pausa,vigile sempre.

Importante il silenzio. Prezioso,per me, questa sera osservare il cielo,affondare lo sguardo nell’azzurro infinito……..la luce fa spazio pian pianino all’oscuritá della notte,Venere la prima stella ne annuncia l’arrivo e le rondini si rincorrono più veloci,più acuto si fa il loro garrire.

Quanta vita intorno ancora,mentre il sole si abbassa.

Il fiore più bello del mio giardino chiama, gli sono accanto, e so che si risolleveranno i suoi petali, le sue radici gli porteranno nutrimento,la rugiada lo rinfrescherá e la luce del mattino,sempre, lo abbraccerá.

Foto e testo Rosa Solito (dedicata al mio fiore più bello)

 

Una poesia,un brano,un deja vu

Spesso sentiamo parlare di “mal d’amore” una sofferenza silente,una possiamo definirla “patologia”perchè chi ne soffre deve approcciarsi autonomamente ad una cura del proprio spirito per uscirne. Spesso le persone che ne soffrono si innamorano contemporaneamente di più persone ma non riescono nemmeno cosí a colmare il loro vuoto e purtroppo diventano veicolo di sofferenza e inganno per le persone che dicono di amare,un racconto di Laura Ester mi ha portato dei ricordi,un deja vu diciamo. Vi propongo la lettura di una bella poesia  Laura Ester e la sua introduzione alla comprensione del testo,uno scorcio della sua vita e sensibilitá nell’aver capito e continuato ad amare comunque.Segue una bella canzone a tema DEJA VU

Le poesie di Laura Ester: “Ti ho amato, mio poeta.” (12/06/2018)

Questa poesia è dedicata allo scrittore/poeta Alberto Bevilacqua come molti di voi già sanno ho avuto una fatale intesa spirituale e mentale che ha fatto siche “l’uno riconoscesse l’altro come sua seconda parte”. Il poeta apparentemente burbero, di poche parole e sarcastico, non accettava da parte di estranei “richieste d’aiuto” ne raccomandazioni. Mi diceva che era stanco di ricevere numerose telefonate di giovani artisti che volevano mandargli le loro opere scritte perchè lui le recensisse. Io non gli ho chiesto mai nulla e poichè lo sentivo triste e sconsolato cercavo solo di consolarlo  con parole sincere senza adulazioni che lui detestava dopo alcuni mesi mi disse di scrivergli e di mandargli qualche mia poesia. Mi telefonò raramente dicendomi che le mie poesie lo commuovevano e che erano musicali: due qualità che secondo lui un componimento poetico deve assolutamente avere altrimenti “non si tratta che di un componimento di prosa talora ben costruito sintatticamente ma senza anima. Tra noi piano piano nacque un affinità sempre più profonda che ci consolava: aveva alle spalle un matrimonio fallito e tante inutili approcci amorosi finchè non trovò una nuova compagna Michela che lo amò profondamente e riuscì a sopportare i suoi violenti sbalzi d’umore. Alberto diceva alla fine della sua vita che aveva amato solo 2 donne: Michela e me che secondo lui eravamo molto simili nel comportamento; io invece dico che non siamo simili noi due ma è l’amore spirituale per quest’uomo che ci ha unite. Avvolte mi ha fatto tremare di paura perchè quando era giù di morale non era gentile ma quando poi si ravvedeva i suoi occhi azzurro/verdi sprizzavano un amore profondo e chiedevano scusa. La sera lo ricordo nelle mie preghiere perchè lui è stato ateo anche se negli ultimi tempi invocava spesso la Madonna, perchè la nonna, da bambino lo portava in chiesa. Ogni artista sogna di incontrare un altro artista che sia a lui molto simile per suonare insieme la canzone del cuore.

“Ti ho amato, mio poeta.”

Ti ho amato, mio poeta.

Sei stato il grande amore.

Ammutolivo alle tue parole

e il cuore sembrava scoppiare

tu mi hai lasciato fare

e mi chiamavi amore

ma lo dicevi a tutte.

Ti sono stata amica

sorella

madre

per quel tuo cuore

avido d’amore ma anche

pieno di rabbia a di dolore

per quell’infanzia rinnegata

che non sapesti perdonare.

Dopo anni

venisti a recitare poesie

dove io vivevo.

I nostri occhi vibrarono all’unisono

ed io, incurante della gente

ti strinsi il viso tra le mani

perché sentivo

che sarebbe stata l’ultima volta

è cosi fu.

Moristi senza voglia di morire.

Ti amo ancora

sei dentro me

e se ti penso, piango.

A tutti dico che immensa è la felicità di chi riesce a trovare una persona che sia l’altra parte di se e un legame eterno è anche se le parole dicessero il contrario sono gli occhi a parlare e dire la verità ⭐⭐⭐⭐⭐  testo preso da pagina FB di Laura Ester, amica virtuale e sincera.

Solstizio d’estate e segno del cancro

BUON SOLSTIZIO DI LUCE 🙂

DI TUTTO UN PO' ....UN PO' DI TUTTO

summer-2409954_640(Foto presa dal web)

Il 21 giugno nelle zone a nord dell’Equatore si celebra Il Solstizio d’estate, che apre le porte alla calda stagione e al segno del Cancro.E’ il giorno più lungo,il giorno in cui  la luce del Sole raggiunge il picco massimo temporale. È simbolo giá dai tempi antichi di un nuovo inizio,di cambiamento,un nuovo percorso,oggi purtroppo si resta apatici,indifferenti al linguaggio della Natura,siamo presi dalla vita frenetica di città. Nell’emisfero australe,invece,inizia la stagione fredda,l’inverno.
Solstizio,parola composta da Sol(Sole) e sistere(arrestarsi)non è stata data a caso perché fino al 24 giugno il Sole sembra sostare sia all’alba che al tramonto sempre nello stesso punto per poi ricominciare il suo movimento in discesa,sorgendo pian pianino sempre più a Sud. “I Solstizi sono momenti di transizione in cui chi ne sente il bisogno ha l’opportunità di poter lavorare sulla propria interiorità”.

crab-2096397_640.jpg(foto web)

Dal 22 giugno al 22 luglio circa,il…

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Per te

20160721_133059-1Siam rimasti cosí

un attimo ancora, fermi

dopo l’ultimo gemito

con i maturi corpi ancora vibranti di passione e agili

e ancora ingordi di noi

nonostante gli anni

siam rimasti cosí

appoggiati

uno su l’altra

con le anime che

ancora facevano all’amore

abbiamo capito, amore

la passione,la sacralitá

delle unioni sincere.

Testo e foto Rosa Solito(dedica a mio marito)

Compassione verde

Compassione verde,verde il colore della freschezza, della tenerezza,delle amicizie,dell’equilibrio e dell’amore. La compassione di un Fico d’india verso un piccolo Acero,provvederò io poi a separarli altrimenti uno dei due soccomberá………..non so perchè ma mi viene in mente la Palestina,chi si sta occupando di quella terra che ha accolto?

20180605_075504.jpgComprendere,accogliere,accettare e proseguire lungo il proprio cammino.

La comprensione della compassione è il frutto della libertá,ma non tutti comprendono. (Foto e testo Rosa Solito)

Scrivi

FB_IMG_1527657819559.jpgScrivi del tuo amore

sui muri

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cosí

che il grigio dei palazzi divenga rosa

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Parla del tuo fiore al vento

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cosí

che accoglierá e ne sparpaglierá il dolce profumo.

Foto e testo Rosa Solito

Luna

20180526_232507.jpgLuna stai cosí,questa sera,timida

celata tra nubi sottili.

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Seguo il tuo perlaceo  moto

adoro il tuo mistero,la tua forma

tanto cara a noi mortali

ingenui sognatori

di mondi agognati.

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Amica della sera raccontami di te,madre dei poeti,mia luna

musa degli amanti, raccontami del tuo mistero.20180526_232337.jpg

Foto e testo Rosa Solito

Ricordi di vita raccontati da Laura Ester ❤

Ho sempre trovato noioso FB,per non parlare poi del mio stupore quando ho capito che alcuni scambiano i “mi piace” per corteggiamento,quindi raramente ci perdo tempo ad eccezione dei post di amicizie sensibili e di qualche pagina interessante,poco fa aprendo FB mi è apparsa questa meravigliosa lettura di Laura Ester,son queste le cose che mi piacciono,adoro quando le persone sanno raccontarsi coinvolgendomi con sentimenti puri e lo propongo qui nel mio amato angolo per voi :

Nella mia vita, fin da bambina, ho sempre cercato un contatto diretto con la povertà e forse era questo l’elemento che mi diversificava dai miei coetanei. Allora, i ceti medi vivevano quasi come il proletariato. I miei primi compagni di scuola sono stati i figli dei pescatori di Posillipo, una bella località pittoresca sul mare della mia città, Napoli. Questi bambini che giocavano sempre tra di loro, senza avvicinarsi a noi solo perchè i nostri padri avevano un titolo di studio e quindi, svolgevano una professione, mentre i loro padri avevano un mestiere, la pesca. La maestra, molto sensibile dal modo di vestire e da quello di parlare, capiva la situazione e faceva in modo che un bambino più colto avesse come vicino di banco, il figlio di un pescatore. Quando mi avvicinai a loro, di primo acchitto non mi risposerò perchè in casa gli avevano detto, ingiustamente che noi eravamo i figli dei signori. Mi affascinava il loro modo variopinto di vestire, le loro guance rosse, i loro capelli folti e neri cosi come gli occhi e il loro parlare in dialetto. Mia madre, mi aveva ben predisposto verso di loro perchè dai padri, comprava sempre il pesce fresco. Questi bambini giocavano in mezzo alla strada perchè non avevano altro spazio e le loro case, erano state scavate, dai nonni, nella parete di tufo e spesso, non avevano una porta. Pian piano, diventammo compagni di scuola e poi di giochi. Dapprima, mi guardavano con curiosità perchè avevo i capelli corti e andavo dal parrucchiere poi, squadrarono i miei vestiti che non erano eleganti ma non erano fatti a mano ed infine le mie scarpe che loro sognavano nei loro sogni perchè, calzavano zoccoli di legno sia d’estate che d’inverno. Erano affascinati dal mio modo di vestire, io al contrario dal loro, che si avvicinava di più a quello delle favole infatti, avevano lunghi vestiti fino alle caviglie e sottogonne di flanella quasi lunghe come i vestiti e un grande fiocco in vita. Certo non c’erano ricami ne collettini bordati di pizzo però, erano immensamente belli nella loro semplicità, spesso, venivano a scuola senza cappotto perchè non avevano soldi per acquistarli e le loro famiglie avevano sempre 5/6 bambini. Avevano però al loro posto delle giacche di lana lunghe fatte ai ferri dai loro nonni, mentre grossi calzettoni di lana di pecora coprivano i piedi fino al ginocchio. I loro capelli, erano quasi tutti molto ricci e a me piacevano tanto, quei ricci che invece io non avevo, pensate che io una volta in prossimità del Natale mia madre mandò me e mia sorella Paola dal suo parrucchiere perchè ci facesse una bella acconciatura per quella che era considerata, la più bella festa dell’anno; io invece di farmi fare la messinpiega mi feci fare una permanente e cosi i capelli mi vennero, ricci ricci. Mi guardavo allo specchio e mi piacevano tanto, ma quando mi vide mia madre mi rimproverò aspramente chiedendomi come mai avessi trasgredito a un suo ordine. Andai in camera mia, mi sedetti per terra con le spalle al muro di fronte ad un piccolo armadio con lo specchio e non mi capacitavo di come fossero diventati belli i miei capelli; in quel momento, pensai alla mia amica Filomena che aveva naturalmente i capelli ricci cosi;pensavo a cosa mi avrebbe detto quando mi avrebbe rivisto. Era il giorno di Natale quando ci incontrammo. Le paranze erano da poco arrivate piene di pesce che sarebbero servite per i loro pranzi festivi. Lei stava giocando con la corda. Interruppe il gioco e guardandomi inizio a ridere a crepapelle: “ma cosa hai fatto per diventare cosi”. “ora, Filomena, vedi sono come te”. Lei smise di ridere e mi disse “vuoi giocare alla corda con me?” Ero felice che fossi riuscita ad annullare tutte le differenze che una stupida società poneva tra di noi.”

Laura Ester