Il mio Tempio

La Natura,sai,è il mio Tempio

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Ogni umano ha punti di vista differenti

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Per ognuno stesso soggetto

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Per ognuno sfumature diverse

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Colori diversi

Elementi diversi che ruotano tutto intorno donano realtá diverse

Ma la Veritá poi quale sará?

Foto scattate in un breve lasso di tempo,pochi minuti, affacciata sul golfo del Tigullio a Moneglia.

Un abbraccio,tempo di meditazione per me🌹

 

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Cuore pellegrino

20190120_124953.jpgCuore pellegrino, cuore che gioisce attraverso il “sentire” nella natura…che sia il suono di una cascata,il canto degli uccellini felici,lo schiudersi al mattino delle margherite,l’umida e nera terra dei campi ,i contorni i colori e i profumi dei fiori,le gocce….perfette…di rugiada sui loro petali,la risata di un bimbo,il bacio tra due innamorati,i sorrisi che s’incrociano tra i passanti,il suono gentile di una voce,gli occhi belli e trasparenti di un’anziano/a,una poesia gettata lì all’istante.
Cuore pellegrino……
Testo e fito Rosa Solito20190120_122640-1.jpg

La Natura di Laura Ester,una splendida riflessione e due meravigliose poesie. Questo è quanto oggi ho apprezzato con cuore e ve ne dono il “tocco” delicato come quello di una farfalla. Godiamo di queste giornate umide che portano nutrimento a una terra violentata e arsa dall’aviditá umana. L’acqua come gli altri Elementi è vita,senza l’equilibrio tra essi tutto muore.

“Un buongiorno affettuoso a tutti gli amici e alle amiche di fb di oggi 4 Aprile del 2019. cade giù al pioggia e la sua voce scrosciante sembra raccontare antiche storie. Avida ne beve la terra e le piccole piantine di insalata, di zucchine e di pomodorini appena piantate, anche sui balconi perchè non c’è niente da fare il mondo potrà ridursi ad un orribile marchingegno messo in moto da pulsanti di tutti i tipi ma nel cuore resteranno sempre le antiche radici. Amate la vostra umanità e se scoprite che un pò l’avete perduta per un eccesso di autodifesa per riassaporarne il dolce sapore che gratifica il cuore tornata a sorridere a chi ha bisogno del vostro sorriso: basterà non vedere in ogni estraneo un nemico o un rivale da abbattere e vincere ricominciamo giorno per giorno a fare questo cammino che ci consentirà solo di non diventare disumani.”

Le poesie di Laura Ester: “Fiume” (1981) “Ieri” (1985)
Nella prima poesie:”fiume” il poeta presagisce logicamente, senza saperlo, l’impoverimento e il malessere dtuttnatura sfruttata in maniera disumana, dall’egoismo degli uomini, infatti oggi se ci guardiamo intorno molti fiumi o comunque corsi d’acqua, sono stati inquinati dagli uomini che vi hanno versato dentro sostanze micidiali e hanno finito per uccidere i pesci. Il fiume, che al poeta ha sempre dato l’idea di una forza naturale possente, con il suo fragore e con il suo canto che, man mano scendeva a valle gli riempiva l’animo durante le passeggiate sui monti a cui, i suoi genitori l’avevano abituata: ” il fiume adesso ha sonno e dorme in fondo al mare”. Questo verso finale ci ricorda, tanti fiumi non più vigorosi, non più cantilenanti pieni di gioia ma, rigagnoli d’acqua che lasciano intravedere il letto sabbioso o ghiaioso. Il cuore del poeta soffre e vuole immaginare che il fiume sia sparito perchè sia andato “a piangere tra le braccia del mare”. Solo per questo, cari amici, la pioggia di questi giorni, rallegra il mio cuore pensando al fiume Po una volta cosi ricco di acque da cui, gli agricoltori traggono acqua per i loro campi, ridotto fino a pochi giorni fa talmente povero da vederne il fondo con tanti pesciolini morti. Nella seconda poesia: “ieri” del 1985, il poeta intravede ed avverte nello sguardo di un amico che le vuole bene, un amicizia colma di premure e di sincerità che, una volta, sapeva riscaldare il suo cuore ma, ora niente più sembra scuoterla poi, d’incanto, avverte dentro di se il brillare del suo affetto generoso e riprende il suo sorriso.

“Fiume”
Il fiume è sceso
a monte,
asciutta è la sua gola
e inaridito il cuore;
il fiume
era d’argento
e mormorio di fonte.
Il fiume
adesso ha sonno,
e morta è la sua voce.
Il fiume
era d’argento,
baluginante fiamma
nel buio della sera;
il fiume
aveva fiori,
giunchiglia e margherite,
mughetti e ciclamini
che il vento disperdeva
in fragole d’altura,
in brezze
in riva al mare,
in zefiri giocosi.
Il fiume
era il vocio
di donne a sciorinare,
di bimbi
intenti a fare.
Il fiume
era d’argento
e d’oro
la sua voce.
Il fiume
adesso ha sonno
e dorme
in fondo al mare.

“Ieri”
Ieri
mi parevi diverso
amico mio!
Cercavi di farmi capire
il tuo bene
combattendo le ombre
che folli ed insolenti
ghermivano i miei pensieri
divorando quei pochi palpiti.
Ieri
non eri tu
amico mio
ma la tua anima
che libera e liberata
mi donava rubini
strappati al seno
della madre generosa,
dolci grani
che mi scossero
della noia
e dell’arsura.