UMILTÁ

20180814_211600-1Che sará mai l’umiltá, la parola umiltá ha molte sfaccettature,credo che a volte la si creda o si da per scontato che equivalga a povertá,vi spiego:

mi son resa conto che la mia umiltá è uno strumento importante per la mia felicitá. La mia umiltá è uno stato d’essere che non crea antagonismo,è quello stato d’essere che usa come altare la Natura e si commuove davanti a un tramonto o il canto di un passero,è quello stato d’essere che “sente” la sofferenza di chi la vive,uno stato d’essere che sta con il ricco e con il povero perchè sa che non fa la differenza,la mia umiltá è impalpabile,non è visibile ma sempre presente e credo vada a braccetto con la felicitá,la mia umiltá mi è cara ed è quello stato d’essere, unico, che mi “addomestica”,in cui mi sento aquietare il cuore.Credo che la povertá e la ricchezza dovrebbero conoscere l’umiltá,gioverebbe a loro prenderla a braccetto. Grazie ALMERIGHI per avermi ispirato😊

(Foto e testo Rosa Solito)

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No. Non siamo Dei

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(foto presa dal Web)
“Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae;
bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma,
at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto.
[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]

Mai come adesso questi versi di Virgilio sono tragicamente attuali.
Ricevo e giro ai (temo) pochi che penso li condividano.

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HO RICEVUTO QUESTO MESSAGGIO DA UN’AMICA……La prima sensazione che ho avuto è di dirmi che non siamo Dei….no, non siamo cosí potenti per risolvere ciò che da sempre è,NON SIAMO DEI.

La mia risposta:

L’avevo giá letto su FB. Cris, io non voglio farmi trascinare da queste cose,queste emozioni che devastano,in realtá c’è tanta gente ovunque che ha bisogno di aiuto. Abbiamo molti anziani abbandonati per strada e nelle loro abitazioni che avrebbero bisogno di assistenza economica ma molto spesso psicologica e non interessa a nessuno,la propaganda sui profughi non accolti sta creando odio e io credo sia un “cavallo di troia”. Non me la sento di prendere parte a nessun gioco politico. I profughi che abbiamo qui,quelli che sono fuggiti dai centri di accoglienza sono tanti,sono in strada a spacciare e rubare perchè è facile cosí avere il denaro. Nessun rispetto per la donna e spesso violentano……siamo tutti umani vero ma quanti hanno rispetto per il prossimo? Credo sia meglio per me non farmi troppo prendere emotivamente. Abbiamo bisogno del cattivo e del buono ognuno ha il libero arbitro e se qualche barcone affonda o qualche treno deraglia o uno Tsunami devasta mentre da qualche altra parte ci sono famiglie ricche o povere che gioiscono per la nascita di una nuova vita è perchè cosí deve essere……io desidero restare sul mio karma con la speranza che ad ognuno possa essere sollevata la sofferenza se questa è la strada che devono affrontare e a chi porta sofferenza credendosi nel giusto, auguro gli si apra uno scorcio di luce e veritá,affinchè agisca per un buon fine……….chissá quale è il giusto agire,credo sia utopia……….è sempre la stessa energia che si fa girare da secoli e secoli. Abbiamo parlato tante volte di queste cose amica mia………

La mezzaNotte

IMG_20170528_160042La mezzanotte

il momento in cui la notte sta per aprire la porta a un nuovo giorno

il momento in cui il buio e il silenzio  regnano sovrani,fuori e dentro casa

il momento in cui accetto il buio fuori e dentro me.

È il momento in cui stanca mi allungo nel letto tirando su la coperta fino al naso

Il momento in cui tiro le somme della giornata

il momento in cui la stanchezza è il prodotto del gran lavoro della vita

il momento in cui mi rendo conto del valore dell’esistenza,la mia,di ogni giorno.

È il momento in cui gli occhi osservano nel buio i contorni del giorno vissuto e so che in ogni istante ho dato una parte di me e ho ricevuto una parte di un tutto

il momento in cui so che la saccenza è morte,non ha luce ne buio solo pazzia.

È il momento in cui mi appartengo totalmente

il momento per sogni migliori della mente.                                           Il momento dell’abbraccio accogliente del caro Morfeo

Testo e foto Rosa Solito

Forse la felicitá è dell’umile gente

Una bellissima riflessione e poesia di Laura Ester

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Le poesie di Laura Ester: “Forse, la felicità è… ” (06/01/19)

Dopo tanto tempo, domenica pomeriggio, nel mio angoletto del silenzio e della riflessione, cominciai a pensare a quella che era stata, fin ora la mia vita e, ancor di più, a quella che è diventata oggi. Mi sono domandata se l’apparente progresso in cui i più superficiali, ancora credono, se non sia stato, invece, un potente strumento per privare l’umanità della sua vera natura e dei grandi doni che, già possiede, alla nascita come la spiritualità, l’intelligenza ed un meraviglioso corpo, quasi sempre, perfetto che non avrebbe bisogno di diventare, come è avvenuto, oggi, un triste manichino per mettere in mostra l’ultima merce arrivata. Certo che una maggiore scolarizzazione farebbe veramente bene non solo al popolo italiano ma anche a tutte le genti della terra; bisognerebbe obbligare la frequentazione delle scuole fino al conseguimento di un diploma di scuola superiore perchè, la cultura chechè se ne dica, amplia gli orizzonti e rende più facile la maturazione di una personalità cosciente e quindi, capace di una critica personale e soprattutto, di un autocritica efficiente, qualità sempre più rare (non centrano ne l’eccessivo nozionismo fine a se stesso ne l’eccessivo apprendimento tecnologico quando è finalizzato solo alla realizzazione di forti guadagni, senza tener conto di ciò che si toglie all’uomo). Fatto questo preambolo che sarà un poco, il mio tema ricorrente di quest’anno, su cui io tornerò spesso ma che vorrei diventasse anche la vostra metà da perseguire, diffondendola tra la gente con cui venite a contatto tra i parenti e gli amici. Per vincere le guerre bisogna essere tutti uniti.

Tornando alla poesia, il poeta che, fino ad ieri, sentiva battere nel suo petto un cuore bambino che, gli aveva consentito una vita ricca di emozioni e di pulsioni da cui, sono nate, tutte le sue poesie nonchè la sua ricchezza interiore e il suo desiderio di apprendimento che, ancora oggi è molto forte, sente, dentro di se un profondo bisogno di capire e di chiarire a se stesso, qual’è la sua condizione di oggi  e che cosa è rimasta di tanta gioia di vivere, di tanta fede nell’uomo, di tanta speranza di un futuro a portatore di progresso culturale di tutta la gente del globo. La poesia risponde a tutte queste domande: la forza dell’amore  ossia, la capacità di guardare agli esseri umani con profonda empatia, è fortemente indebolita, il desiderio di trasformare la vita in magia altrettanto; la vita, considerata un meraviglioso viaggio, ormai, è quasi finito nell’anima del poeta, e intatto ancora l’amore per il mare che ancora lo cattura, lo sa amare e consolare anche se “gli orizzonti infiniti in cui credeva ora, sono una finzione” in cui, il poeta finge di credere. L’amore a cui ha dedicato, quasi tutta la sua vita quando è stato vero travolgimento di corpo, anima e pensiero, l’ha resa schiava e quindi, incapace di essere se stessa; anche la forza dei sentimenti che l’avevano fatta volare veramente tra le stelle, che considerava indispensabili, ora le appaiono inutili e lo stesso pensiero che vuole sempre indagare, approfondire, andare oltre il consentito, è diventato per lei un tormento di cui si libererebbe volentieri per dormire un pò di più poichè, l’insonnia le toglie ogni forza vitale. In poche parole, il poeta, si rende conto che tanta vita vissuta, non è il percorso che hanno seguito le masse per cui, il suo sogno di amore potente che, gli aveva fatto predire un futuro di fratellanza, pace e benessere universale, è ancora molto lontano e forse, persino irraggiungibile. Egli, però sa ritrovare sotto le ceneri, il suo cuore bambino che è rimasto tale e che gli ha regalato ora può dirlo, gli anni più felici della sua vita quando, libero da conformismo, da punti di riferimento e da affannosa sensazione del tempo che, gli sfugge era riuscita a realizzare  quella se stessa  in cui, già si ravvedeva il nascere  “della sua poesia” poichè, il suo modo di vivere era sempre autentico e personalissimo. Quello per cui l’autrice si spenderebbe ancora tanto donandosi a piene mani sarebbe la nascita di una profonda e intensa amicizia: il sentimento che forse anche più dell’amore le ha consentito di realizzare un sentimento indistruttibile. 

“Forse, la felicità è…”

Niente più t’innamora

allo sguardo non c’è più magia

finito il meraviglioso viaggio

solo il mare è il tuo infinito

a cavalcare onde

in cerca d’ineffabili orizzonti.

Ti inquieta il pensiero

e ti deruba il sonno

anche l’amore ti fece schiava

ora i sentimenti ti paiono illusioni.

Vorresti tornare bambina

a vivere d’innocenza

senza contare il tempo

ne avere punti di riferimento.

Forse la felicità è

dell’umile gente…(Laura Ester)

Saper osservare❤

Che strani cieli, strani colori, il sole è velato dal fumo, e poi il vento a forti raffiche;
durante il giorno furia e silenzio si alternano, ma la notte il sibilo sembra più forte.fb_img_1546768858985

Ieri, tornando dalla montagna, abbiamo attraversato una piccola bufera di neve che ha messo in difficoltà molti automobilisti.fb_img_1546768809894
Eppure, per tutta la durata della vacanza, in questo paese a 1700 metri d’altitudine, dove è raro che in inverno la temperatura superi lo zero persino di giorno, ci sono state giornate soleggiate e miti e diversi gradi sopra la media.
Ogni anno è sempre più triste osservare le anomalie climatiche che peggiorano rapidamente e gli effetti del ritiro glaciale, più visibili in montagna, di cui però pochi si preoccupano.

Poi è tornato l’inverno e la notte prima di partire mi sono alzata (lo faccio spesso) e sono rimasta un po’ di tempo alla finestra.
La neve volava dalle cime e dal cielo in un movimento che sembrava a spirale e non riuscivo a staccare gli occhi, era una magia!
Ma improvvisamente eccone un’altra: una cerva tranquilla, quasi sicuramente la stessa che avevo visto un pomeriggio nel bosco vicino, era scesa fino alla casa di fronte e stava brucando la clematide arrampicata alla porta.
fb_img_1546768828571Calma e indisturbata ha continuato la sua ricerca notturna di cibo ed io, felice come una bambina, sono tornata a dormire convinta di aver assistito ad una Magia.

fb_img_1546768875849Ma il mio Nuovo Anno ricomincia qui, dov’è la mia Casa , dove il Destino mi ha concesso i più grandi doni, come quello di percepire qualcosa del mistero dell’esistenza e dove, in certi momenti, posso sentire la pietra, il fiore e l’animale che vive in me, che vive in noi tutti.(testo e foto Marisa)

“Sono stato qui, io?
Sono stato qui?
Dentro questo vapore d’anni,
a cercarmi?”

Pierluigi Cappello, Azzurro elementare.

Freddo si sgretola il gelo

Freddo si sgretola il gelo.
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Freddo si sgretola il gelo.
Stai in me notte nera : fredda-fredda, fredda
come una zolla di terra che si sgretola al gelo.
Sei come un fiume con l’acqua che sa di alga
e di malta : fredda-fredda-fredda
di neve che scende nella nebbia
di alberi che guardano e tremano i rami.
Stai qui nei labirinti senza la luna
nei tunnel della mente, nell’illusione,
nel desiderio dell’aurora che appare
come un punto interrogativo lontano.
Fredda-fredda-fredda. 

Ast Lovelli

Ieri 1 Gennaio 2019

20190102_191755-1.jpgIeri primo giorno dell’anno una ventina o più di chilometri in bicicletta e in solitaria non potevano mancare,in foto ho tracciato il percorso……..beh….io vorrei mantenerla anche per il nuovo anno questa voglia di vita e vi dico che qualche altra anima inquieta su due ruote l’ho incrociata…..poche ma c’erano……….che sia colpa della Pastiera Napoletana?

Dajeeee …..🚲…..😁

 

Pastiera napoletana

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Da un paio di anni,durante le feste di Natale e Pasquali preparo la Pastiera Napoletana,devo dire che mi riesce sempre meglio è impegnativa ma vale la pena provare a farla perchè porta gran soddifazione nel vedere come viene gustata ed apprezzata. Vi passo la ricetta,potrete fare una Pastiera alta circa 5 cm. e con un diametro di circa 35/38 cm. oppure un paio di pastiere alte circa 4 cm. e con diametro di circa 25 cm.

Io questa volta,diversamente dalle altre volte, ho voluto fare sempre con le dosi indicate nella ricetta,tre Pastiere più piccole alte circa 4cm. e con diametro di circa 20 cm. Cosí una l’ho regalata,l’altra l’ho portata al Cenone tra amici e l’ultima l’ho tenuta per noi.

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Mi piace provare a cambiare le dimensioni della Pastiera,è una sorta di sfida alla mia creativitá che ha bisogno sempre di nuovi stimoli ,prossima volta farò Pastierine..ine…ine😉😁 a voi la ricetta ora:

Difficoltá media

Tempo preparazione 2 ore circa

Ingredienti pasta frolla:

500g. di farina

200g. di zucchero

200g. di burro (temperatura ambiente)

3 uova

Scorza di arancia grattugiata(un cucchiaino)

Ingredienti per farcitura:

1 vasetto di 550g. di grano cotto

400g. di latte

50g. di burro

800g. di ricotta

600g. di zucchero

11 uova intere

1 bustina di vaniglia

1 o 2 fiale essenza di fiori di arancio

200g. di canditi ( facoltativi)

Si comincia con la preparazione della farcitura portando a ebollizione(in una casseruola grande) il latte,il grano, il burro e mescolando finchè diventa un composto cremoso poi si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare.(nel frattempo si può preparare la frolla)Quando è diventato temperatura ambiente si aggiunge mescolando la ricotta,lo zucchero,le uova,la vaniglia e l’essenza all’arancia, infine si frulla tutto finchè il composto diventerá liquido e senza grumi.Aggiungere ora,se si vogliono,i canditi.

Preparazione pasta frolla:

Su una spianatoia mettete la farina,il burro ammorbidito,lo zucchero,la scorza d’arancio grattuggiata e cominciate a impastare un po’ creando uno spazio a cucchiaio dove poter aggiungere le uova senza rischiare che scivolino via,continuate a impastare fino a quando riuscirete a formare un panetto. Infine foderate la teglia o le teglie completamente,bucate il fondo torta con una forchetta e poi riempite con il composto della farcitura e guarnite con striscioline di pasta frolla appoggiandole con le estremitá sui bordi della teglia. Mettete in forno a 180 gradi per 50/60 minuti