25 aprile sotto un glicine secolare

20180425_151640

 

 

Non credevo ai miei occhi  oggi passeggiando nel centro di Vercelli, più mi avvicinavo e

più diventava un maestoso gigante profumato, un glicine secolare.

 

Così ci sono andata sotto, ed ero piccola…..piccola……piccola

A volte davvero la vita ti regala momenti da favola

Io le api e il gigante secolare

20180425_152115.jpg

 

 

20180425_151756.jpg

Annunci

Si,se la tira….decisamente

20180420_151029-1.jpgSe la tira parecchio,questo è certo,questo ormai l’ho capito. Mi riferisco alla pianta rappresentata in foto,è ormai alta almeno un metro e le foglie più grandi misurano circa 30 centimetri. È un po’ pelosetta ma è bellissima,non ne conosco il nome ne la specie ma so che fará fiori meravigliosi, ne presi di sottecchi i semi due anni fa passeggiando sui navigli,si….allungai la mano oltre l’inferriata che delimitava una proprietá privata e raccolsi alcuni semi rotondi,schiacciati e neri di circa mezzo centimetro,con la speranza di poter avere lo stesso fiore sul mio terrazzo. Sono due anni che la osservo,ora mi sembra di vedere un piccolo,piccolo bocciolo…….mah! Saranno foglie o ha smesso di tirarsela e butta fuori un bel fiore?  Vi chiedo un piccolo aiutino: nel caso la riconoscete e sapete anche il nome mi raccontate di lei?❤

IO. (IOPUNTO)

È nella Natura che mi riconosco

é lì che trovo il mio io, e voi?

20170801_112508.jpg

A me importa solo l’io segreto.
(…) Guardo la gente che cammina per la strada,
che cammina e nient’altro,
ed è questo che sento: camminano, ma vengono anche trascinati via.
Sono parte di una corrente.

Anais Nin, da: la voce

20170801_112552un funghetto fiore…..o un fior di funghetto

FOTO   ROSA SOLITO (bosco in Trentino)

Melo annurca

30226440_814223098770119_7967256293624774656_n.jpg Per l’ alberello di mela annurca è giunta la seconda primavera,l’ho lasciato al riparo, sul davanzale, dalle fredde correnti d’aria dell’inverno,ogni tanto lo controllavo e quando la terra nel suo vaso mi sembrava asciutta aggiungevo in filo d’acqua ma proprio ogni tanto. Sembrava morto,aveva perso le sue foglioline e mi pareva rinsecchito ma l’ho lasciato lí…..e chi lo conosceva? Chi conosceva il suo carattere? Che ne sapevo delle sue reazioni alle mie attenzioni?  Boh!!!…..meglio non disturbare, così ho lasciato fare a lui tutto da solo o quasi,ogni tanto lo osservavo….sembrava proprio morto. “Forse gli ho dato poca acqua…..peccato,non so nulla di lui non so come aiutarlo” pensavo ormai convinta di averlo fatto morire,ignara che invece gli stavo dando probabilmente proprio quello di cui aveva bisogno, insomma poche attenzioni: stava solo riposando,stava immagazzinando l’energia necessaria,quella potente forza esplosiva che richiede la primavera e aveva dunque bisogno di presenza si ma di poche attenzioni, semplice no? Ora eccolo qui risvegliato,a darmi gioia e conferma che l’umano non deve intervenire nella loro crescita se non  quel pochino che garantisca il giusto sostegno: in questo caso è bastato metterlo al riparo da correnti fredde e dare il minimo di acqua indispensabile, che d’inverno ci pensa la rugiada. La mela  annurca è una mela di origine campana,si dice sia la regina delle mele,è una mela antica,la troviamo raffigurata su dipinti della Casa Cervi Ercolano a Napoli. È una mela piccola dal sapore acidulo,la buccia è rossa e la polpa è bianca. Per le sue ricche proprietá è consigliata ai diabetici e a chi tende ad avere il colesterolo alto.

La dolcezza

Vi propongo due tipi di dolcezza: il bel tartufone in ricordo della mia dolce Mirina e un bellissimo testo trovato nel web.Buona giornataFB_IMG_1522821585534

“Andai in un bosco di noccioli
Perché un fuoco mi bruciava nella testa,
E tagliai e pelai una verga di nocciolo,
Ed attaccai una bacca in fondo a un filo;
E quando le bianche falene si levarono sull’ali
E vacillando vennero come falene le stelle,
Gettai la bacca in un ruscello
E pescai una piccola trota d’argento.

Quando l’ebbi posata sul suolo
Soffiai sul fuoco per ravvivarlo,
Ma qualcosa sul suolo si agitò,
E qualcuno mi chiamò per nome: la trota
S’era fatta una splendida fanciulla
Con fiori di melo fra i capelli,
Che mi chiamò per nome e corse via
E scomparve per l’aria scintillante.

Sebbene errando mi sia fatto vecchio,
Errando per valli e colline,
Scoprirò dove mai se n’è fuggita,
E bacerò le sue labbra, le prenderò le mani;
Camminerò fra l’erbe alte dai molti colori;
E coglierò, finché i tempi non siano finiti,
Le mele d’argento della luna,
Le mele d’oro del sole.”

William Butler Yeats