La Pace……parliamo di Pace

20160721_133059-1Un paio d’anni fa, erano ancora i tempi in cui sentivo il dovere di controllare a distanza mio figlio e spesso andavo a sedermi su una panchina in compagnia di un bel libro nei giardini dove mio figlio si trovava con i suoi compagni e spesso giocavano a calcio, era bello vedere come il calcio mettesse in contatto ragazzi di varie etnie. Un giorno è arrivato un gruppetto di ragazzi di origine araba non avevano un modo di fare amichevole e guardavano male un ragazzino ucraino che giocava con gli altri a calcio. Il gruppetto ad un certo punto ha preso a lanciare sassi, non piccoli, al ragazzo ucraino e ovviamente tutti i ragazzi che giocavano a calcio diventavano probabili bersagli. Sto parlando di ragazzi tra i 14/16 anni, visto che le cose non si stavano mettendo bene sono intervenuta con molta autorevolezza, da loro non accolta bene e aggredita verbalmente ho continuato il colloquio altrettanto aggressivamente, sostenendo che potevo anche essere un pubblico ufficiale e volevo capire il perché stavano agendo in questo modo…….erano rancori…….stupidi rancori nati in ambito scolastico. Bene ho cominciato a farli ragionare sul tipo di comportamento nato in conseguenza di questi rancori, “dove porta il rancore? alla guerra” ho spiegato loro, continuando a dire: “e così poi si va avanti se non si chiarisce, facendosi la guerra a vita, voi siete scappati dalla guerra e ricominciate a farla qui”. Alla parole guerra, ad un ragazzo vennero gli occhi lucidi e arrancando l’italiano mi disse: “grazie, grazie signora ho capito cosa vuole dirmi”…..aveva riflettuto, aveva ascoltato con cuore. Ero soddisfatta avevano compreso e seppi poi continuando a dialogare che il ragazzo che si era commosso era l’artefice della spedizione: era stato offeso a scuola dal ragazzo ucraino e così gli dissi: “guarda hai pienamente ragione ad essere incazzatissimo, conosco bene l’ucraino so che è un tipo irascibile ma queste cose si risolvono parlando non lanciando sassi. Ti do un consiglio, chiama il tipo, prendilo da parte e senza paura raccontagli tutto, tutto quello che ti ha fatto arrabbiare,digli che sei incazzato con lui e vuoi delle spiegazioni per le offese che ti ha fatto, siete quasi uomini e dovete imparare a dialogare” e ho concluso: “ora me ne vado e tu fa un po’ come credi”. Mi allontanai e uscii dai giardini, in campo mio figlio continuava a giocare, decisi un quarto d’ora dopo di tornare ad osservare che tutto fosse a posto. Fui felice vidi l’arabo e l’ucraino seduti su una panchina a dialogare tranquillamente. Mio figlio continuava preso, la sua partita e il gruppetto “mercenario” che lanciava sassi era diventato un pubblico spettatore interessato………. in un breve lasso di tempo ho sentito intorno cambiare l’energia, ho visto i volti dei ragazzi tornare sereni, distesi non più corrucciati. Mio figlio tornando a casa mi disse :”mamma ti ho visto parlare a lungo con dei ragazzi, cosa volevano?”….”Mah……niente, si parlava” risposi.
“Che cosa strana oggi mamma, Fra’ (l’ucraino) ha smesso di giocare a calcio e si è seduto a parlare tutto il tempo con un ragazzo, uno della sua scuola”.
“Forse non aveva voglia di giocare a calcio”, risposi……
Oggi è d’uopo  parlare di Pace, far riflettere, intervenendo, scrivendo o parlandone è essenziale……….chi perde tempo più ormai con/tra i ragazzi? ma anche con gli adulti?
La Pace va coltivata in noi e poi portata agli altri. Parliamone

(foto e testo Rosa Solito)

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